Contesto storico

Nel 1980 il Presidente della Repubblica è Sandro Pertini, Amintore Fanfani e Nilde Iotti sono rispettivamente presidenti di Senato e Camera dei Deputati. Fino all’aprile è presidente del Consiglio il democristiano Francesco Cossiga che guida un governo sostenuto dalla coalizione DC-PLI-PSDI. In seguito, e fino al 18 ottobre 1980, l’Italia viene governata dal cosiddetto Cossiga II, sostenuto dalla coalizione politica DC-PSI-PRI .

Il Partito Comunista parla di una politica di «alternanza democratica»:  il 27 novembre il segretario Enrico Berlinguer annuncia l’abbandono della strategia del compromesso storico con la Democrazia cristiana e pone al centro del dibattito la «questione morale».

In settembre, la  Fiat  annuncia il licenziamento di 14.469 lavoratori. I sindacati proclamano lo sciopero. Il 26 settembre il segretario del Partito comunista, Enrico Berlinguer, assicura il sostegno del partito agli operai anche se questi decideranno di occupare la fabbrica.  Il 29 settembre la Fiat annuncia la messa in cassa integrazione a zero ore per 23.000 lavoratori.

Il 14 ottobre i colletti bianchi e i quadri della Fiat, guidati da Luigi Arisio, danno vita alla “marcia dei 40.000” che sfilano in nome del diritto al lavoro, contro lo sciopero e le vertenze sindacali. Non si saprà mai il numero esatto dei partecipanti: la questura parlerà di 20.000, “La Stampa” di 30.000, il telegiornale e “Repubblica” di 40.000. Viene sancita così la fine di quel periodo di intensa mobilitazione sindacale iniziata nel 1969 durante l’autunno caldo. Dopo la «marcia dei quarantamila», i sindacati pongono fine allo sciopero, durato 35 giorni, e siglano un accordo con i vertici dell’azienda.
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Il 23 novembre, alle ore 19.34, un forte terremoto  colpisce un’ampia zona della Campania, della Basilicata e marginalmente della Puglia: 6.000 i morti, 10.000 i  feriti, 300.000 i senzatetto.

Il 19 luglio si aprono a Mosca i Giochi della XXII Olimpiade boicottate dagli Stati Uniti e da altri 65 paesi (tra i quali Cina, Giappone, Germania ovest e Canada) in segno di protesta contro l’invasione sovietica dell’Afghanistan. L’Italia, così come altri Paesi, partecipa senza inno né bandiera.
Umberto Eco pubblica Il nome della rosa. Escono nelle sale cinematografiche: La città delle donne di Federico Fellini, La terrazza di Ettore Scola, Ratataplan di Maurizio Nichetti e Un sacco bello di Carlo Verdone.  Iniziano le trasmissioni, su Rai 2, del programma giornalistico di Giovanni Minoli Mixer e su Rai 3 del settimanale sportivo Il processo del lunedì di Aldo Biscardi. I 45 giri più venduti sono: Video killed the radio star dei The Buggles,  Olympic games di Miguel Bosè, Non so che darei di Alan Sorrenti; gli album più acquistati sono: Dalla di Lucio Dalla, The Wall dei Pink Floyd, Sono solo canzonette di Edoardo Bennato e Zenyatta Mondatta dei Police.

 

8 gennaio Gli agenti di polizia Michele Tatulli, Antonio Cestari e Rocco Santoro vengono uccisi a Milano dalle Brigate Rosse.
19 gennaio Un’esplosione causa gravi danni a Roma in una camerata di una caserma della P.S. Diversi agenti restano lievemente feriti. Rivendica l’organizzazione “Ronde comuniste per il contropotere territoriale”.
25 gennaio A Genova, il tenente colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene e il suo autista, l’appuntato Antonio Casu, vengono uccisi da Prima linea.
29 gennaio Un dirigente dello stabilimento petrolchimico di Marghera, Silvio Gori, viene ucciso dalle Brigate rosse.
31 gennaio A Sesto Torinese (To) un gruppo di terroristi penetra in una piccola fabbrica del gruppo Fiat, uccide il sorvegliante Carlo Ala e ferisce il suo collega Giovanni Pegorin. Rivendicano l’azione i Nuclei comunisti territoriali.
5 febbraio Paolo Paoletti, dirigente dell’Icmesa, è ucciso da un commando di Prima linea a Monza.
6 febbraio A Roma, l’agente Maurizio Arnesano, in servizio davanti all’ambasciata libanese, viene ucciso. Rivendicano l’attentato i Nuclei armati rivoluzionari.
7 febbraio Viene assassinato William Waccher, testimone d’accusa per i processi sulla morte di Emilio Alessandrini e Pierluigi Torregiani. Dell’omicidio saranno accusati membri di Prima linea.
12 febbraio A Roma, Vittorio Bachelet, vicepresidente del Csm, viene ucciso dalle Brigate rosse.
22 febbraio A Roma, viene ucciso nella sua abitazione Valerio Verbano, studente dell’area di Autonomia operaia. L’omicidio è rivendicato dai Nar.
8 marzo Viene rinvenuto un ordigno inesploso davanti all’abitazione di Tina Anselmi a Castelfranco Veneto (Treviso).
12 marzo A Roma, mentre esce da casa Angelo Mancia, segretario di una sezione del Msi, viene ucciso da alcuni terroristi. L’omicidio viene rivendicato dal gruppo “Compagni organizzati in volante rossa”.
16 marzo Nicola Giacumbi, procuratore capo della Repubblica di Salerno, è ucciso dalle Brigate rosse.
18 marzo A Roma, il magistrato Girolamo Minervini è ucciso dalle Brigate rosse.
19 marzo A Milano, il giudice Guido Galli è ucciso da Prima linea.
12 maggio Il vicequestore di Venezia, Alfredo Albanesi, è ucciso dalle Brigate rosse.
19 maggio A Napoli, l’assessore democristiano della Regione Campania, Pino Amato, è ucciso dalle Brigate rosse.
28 maggio Il poliziotto Franco Evangelista viene ucciso dai Nar a Roma.
28 maggio A Milano il giornalista del «Corriere della Sera» Walter Tobagi è ucciso da un commando della Brigata XXVIII marzo.
22 giugno A Roma, i Nar uccidono il giudice Mario Amato.
27 giugno Strage di Ustica. Alle ore 21 i radar di Fiumicino non registrano le battute dell’Itavia 870, un Dc9 in volo tra Bologna e Palermo: l’aereo è caduto in mare a nord di Ustica e fra gli 81 passeggeri, di cui 13 bambini, non ci sono superstiti. Nell’estate dell’86 si inizierà il recupero del relitto e nel giugno del ’97 sul tavolo del giudice istruttore Rosario Priore arriverà il dossier completo delle indagini, da cui emerge che il Dc9, la sera dell’incidente, aveva volato per un’ora all’interno di uno scenario di guerra.
25 luglio Attentato alla libreria Feltrinelli di Padova.
29 luglio Attentato a Palazzo Marino a Milano.
2 agosto Strage alla stazione di Bologna.
11 agosto I carabinieri Pietro Cuzzoli e Ippolito Cortellessa vengono uccisi nei pressi di Viterbo da quattro terroristi.
2 settembre A Roma, i Nar uccidono per sbaglio il tipografo Maurizio Di Leo al posto di un giornalista del quotidiano «Il Messaggero».
12 novembre Renato Briano, dirigente della Magneti Marelli, viene ucciso a Milano dalle Brigate rosse.
13 novembre Nei pressi di Cassino, in un conflitto a fuoco conseguente a una rapina, restano uccisi i brigatisti Claudio Pallone e Fausto Genoino.
28 novembre Manfredo Mazzanti, dirigente della Falk, è ucciso dalle Brigate rosse a Milano.
1° dicembre A Roma, le Brigate rosse uccidono Giuseppe Furci, direttore sanitario del carcere di Regina Coeli.
11 dicembre A Milano, in un conflitto a fuoco, i carabinieri uccidono i brigatisti Roberto Serafini e Walter Pezzoli.
12 dicembre Il magistrato Giovanni D’Urso viene sequestrato a Roma dalle Brigate rosse.

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