Manifestazioni

Strage di Natale due anni dopo (“La Repubblica”, 24/12/1986)

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Il 23 dicembre di ogni anno – eccetto per i primi anni dopo la strage, fatti di pellegrinaggi tra posti diversi (scuole, chiese, auditorium) e manifestazioni di vario tipo non sempre organizzate nel giorno preciso dell’anniversario – si tiene, nella Stazione Centrale di Napoli, trasformata in questa occasione in luogo della memoria, la cerimonia di commemorazione in ricordo della strage e delle vittime decedute nell’attentato.

Tale cerimonia segue in maniera molto ravvicinata la scia delle altre commemorazioni organizzate in Italia da tutte le associazioni dei famigliari di vittime per stragi che, a loro volta, si basano sul modello ormai consolidatosi a Bologna e ivi riproposto ogni 2 agosto.

Riguardo alla commemorazione della strage del treno 904, la struttura del cerimoniale che si svolge a Napoli è piuttosto snella ed essenziale. I componenti dell’Associazione dei familiari delle vittime e i rappresentanti delle varie istituzioni si incontrano, in genere a metà mattinata, direttamente alla Stazione Centrale, in un’ala dedicata alla manifestazione, dove viene anche allestito un palco. Su tale palco prendono posto i superstiti e i famigliari dei deceduti (non tutti per la verità, alcuni di essi non amano stare al centro dell’attenzione e preferiscono assistere alla cerimonia tra la gente comune), le autorità istituzionali locali e non (sono spesso presenti delegati della Provincia di Bologna e dei Comuni di Castiglione dei Pepoli e San Benedetto Val di Sambro), i gonfaloni dei Comuni che partecipano all’evento. In genere, il primo a prendere la parola è il presidente dell’Associazione, il cui discorso, oltre a ricordare la strage e le sue vittime è un momento importante di bilancio sulle attività svolte durante l’anno, di richiesta alle istituzioni ad assumere impegni concreti e responsabilità nei confronti di una questione di indiscutibile rilevanza per la storia e il tessuto sociale locale, ma non solo, e di discussione e informazione circa i progetti e le linee d’azione per l’immediato futuro. Dunque, un discorso che, sia per i suoi contenuti sia per lo stile comunicativo adottato, sobrio e composto, si tiene ben lontano dalla pur minima possibilità di scivolare nella retorica o in un piagnisteo indulgente al vittimismo. A questo segue l’intervento di uno o più rappresentanti istituzionali tra il sindaco di Napoli, i presidenti della Provincia di Napoli e della Regione Campania, assessori vari o loro delegati e rappresentanti. Prima o dopo i diversi discorsi, c’è sempre un intervento di tipo canoro, per esempio a cura della banda dei carabinieri oppure del coro o dell’orchestra di qualche associazione musicale. Alle 12.55 – orario in cui, il 23 dicembre del 1984, partì il treno 904 dal binario undici – si vive il momento più solenne e toccante: inizia un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime, suggellato dal suono all’unisono delle sirene di tutte le locomotive presenti in stazione in quel momento che, spezzando l’indifferenza dei tanti viaggiatori in transito, anche solo per un attimo, ne cattura l’attenzione:

Il suono è fragoroso, echeggia in ogni angolo della stazione, nessuno può ignorarlo, nemmeno chi è lontano dal palco, chi non sa nulla di ciò che si sta svolgendo e non sta partecipando alla manifestazione. Alcuni si guardano semplicemente intorno proseguendo il loro cammino. Qualcuno si ferma, forse si sta anche chiedendo il perché di questo effetto acustico per certi versi inquietante; volge uno sguardo interrogativo alle cose, alle persone, è in cerca di una spiegazione. Magari scorge anche il palco, la piccola folla lì radunata con aria mesta, con gli occhi madidi per le lacrime, quanto basta per ridestarsi e tornare alle piccole faccende in cui era intento qualche attimo prima. Non si può, non si deve, essere tristi, in fondo è quasi Natale! Altri, invece, si avvicinano, chiedono, domandano, vogliono sapere; scoprendo, così, una vicenda dolorosa, potendo osservare quello stesso dolore lì, in quel momento, materialmente, perché dipinto sui volti delle persone che hanno di fronte. Quelle stesse persone a cui donano, così come a chi non c’è più, una parola di conforto, una preghiera, o solo un pensiero di sincera contrizione. In fondo è quasi Natale!

Dopodichè, come atto conclusivo della cerimonia, una breve processione, con i famigliari e i superstiti in testa, si porta alla testa del binario undici per deporre lì una corona di fiori. Dal 2003, sul pilastro antistante a tale binario è apposta una targa che ricorda i nomi e l’età di coloro che perirono in seguito all’attentato.

Il 23 dicembre del 2004 ricorreva il ventesimo anniversario della strage. Per questa particolare ricorrenza il cerimoniale è stato più lungo, più articolato e ricco di manifestazioni collaterali. Ci si è radunati alle ore 11.00 del mattino e si è proceduto subito a installare e inaugurare una mostra fotografica integrata da una rassegna stampa sull’evento e la proiezione di filmati di repertorio:

Alla sinistra del palco, ponendosi di fronte ad esso, sono posti, formando una fila lunga circa dieci metri, una serie di pannelli ai quali sono fissate oltre trenta fotocopie di fotografie che ritraggono i momenti più concitati susseguenti alla strage, i feriti, i soccorsi, i resti del treno, nonché di articoli di giornale apparsi sui principali quotidiani nazionali e locali, nei giorni successivi all’attentato e in corrispondenza delle principali tappe dell’iter giudiziario o di altre vicende di particolare risonanza pubblica. Sul lato opposto, alla destra del palco, un videoproiettore riproduce ripetutamente immagini riprese da telegiornali e da programmi televisivi dell’epoca che avevano per oggetto proprio la strage del treno 904.

Alle ore 12.00 ha iniziato a suonare la fanfara dei Carabinieri. Mentre circa venti minuti dopo c’è stato l’incontro privato, in una saletta appartata, dei famigliari delle vittime e dei feriti con il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che ha consegnato a tutti loro una medaglia d’argento come testimonianza di vicinanza e solidarietà da parte dell’istituzione comunale. Dopo di ciò, tutto si è svolto secondo i rituali tradizionali: i discorsi, il minuto di silenzio, la deposizione dei fiori sotto la targa. Nel pomeriggio, dopo il momento conviviale del pranzo tra tutti i membri dell’Associazione presenti – importante almeno quanto gli altri per il consolidamento dei legami e dell’identità del gruppo – c’è stato un reading del giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, dal titolo “La storia e la memoria”. Infine, è giunta una delegazione del Comitato di solidarietà alle vittime delle stragi composta dal presidente della Provincia di Bologna, dai sindaci di San Benedetto Val di Sambro e di Castiglione dei Pepoli, la quale ha consegnato una targa in memoria delle vittime della strage agli assessori presenti in rappresentanza del sindaco di Napoli.

 

 

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Dicembre 2014: installazione in Piazza del Nettuno in occasione del 30° anniversario della strage, in collaborazione con il Comune di Bologna.

 

23 dicembre 2014: 30° anniversario alla stazione centrale di Napoli.

 

23 dicembre 2011: commemorazione a Napoli.

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