Le reazioni politiche

Nei giorni successivi la strage, come era già accaduto e come accadrà anche dopo altri drammatici atti di terrorismo, si susseguirono manifestazioni, dimostrazioni di solidarietà alle vittime e ai loro parenti, prese di posizione politiche sia a livello locale sia a livello nazionale.

S. Benedetto e Castiglione dei Pepoli si erano sentiti profondamente coinvolti da questa strage e, il pomeriggio del 7 agosto, tennero proprio nel piazzale della stazione una seduta straordinaria dei loro Consigli comunali a cui parteciparono i rappresentanti della Comunità montana e del Comune di Bologna per manifestare la «vibrata protesta delle popolazioni per l’esecrato crimine fascista che ha provocato la morte di inermi cittadini». Precedentemente, il 5 agosto, vi era stata una manifestazione indetta dai sindacati a cui le istituzioni avevano aderito e a cui avevano partecipato anche i componenti della Giunta e il sindaco del comune di S. Benedetto.

Nel suo discorso tenuto davanti a numerosissime persone il 7 agosto, Leandro Musolesi, sindaco di S. Benedetto, affermò come andasse affiancata al cordoglio e alla solidarietà, la protesta contro questi atti di terrorismo e la difesa della democrazia.

Questa nostra manifestazione non vuole esaurirsi in questo semplice seppur importante atto [di cordoglio e di solidarietà], ma vuole significare l’impegno che qui ci assumiamo quali amministratori di batterci fino in fondo per dire basta alla violenza, all’odio, alle provocazioni, ma soprattutto per dire che questo nostro impegno costituisce la certezza che il fascismo non passati.

La Giunta di Bologna elaborò un documento in cui si esprimeva la protesta per il susseguirsi delle stragi e si giudicava non efficace l’impegno dei politici nazionali e, al tempo stesso, invitava la popolazione ad una mobilitazione.

Si esprime viva protesta a nome dei cittadini bolognesi perché anche dopo l’orrida strage di Brescia non sono state rese operative tutte le misure necessarie a prevenire ed evitare il ripetersi di tali fatti. […] [La Giunta] si impegna e chiede l’impegno della popolazione bolognese ad una rinnovata azione unitaria antifascista e alla più stretta vigilanza contro ogni tentativo di colpire le libertà costituzionali e di creare un pericoloso clima di sfiducia e di disorientamento.

 

Seduta della Camera dei Deputati di lunedì 5 agosto 1974

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