Film

È indubbio che la narrazione filmica sia fra i più importanti mezzi per comunicare e ricordare, ma allo stesso tempo si deve sottolineare la difficoltà di raccontare temi come il terrorismo attraverso film che non possono essere un documentario storico. Sovente queste opere sposano una tesi, una ipotesi e mettono in luce solo una parte degli eventi; quasi sempre sono preceduti, accompagnati, seguiti da polemiche e critiche che vengono dagli storici, dalle vittime, dai protagonisti. Così come accade per i volumi, siano essi saggi o romanzi, la predominanza va ai temi legati al terrorismo di estrema sinistra.

Non è nostra intenzione dare una filmografia completa sugli anni Settanta e sul terrorismo, ma offrire alcuni suggerimenti e strumenti utili per il lavoro in classe dove il film deve essere utilizzato, così come tutte le fonti, in modo accorto nell’ottica di una didattica laboratoriale ed attiva.

 

Prodotti televisivi:

Vanessa Roghi, speciale  La grande storia

Carlo Lucarelli, Blu notteMisteri italiani.

Sergio Zavoli, La  notte della Repubblica, Roma, Rai Trade, 2000.

La storia siamo noi.

 

LE STRAGI NEI FILM

Piazza Fontana

Romanzo di una strage (2012) di Marco Tullio Giordana. Si basa su un discusso volume di Paolo Cucchiarelli (Il segreto di Piazza Fontana) e sposa la teoria, non confermata da magistratura e storiografia, della presenza nella Banca nazionale dell’Agricoltura di due bombe: una anarchica ed una neofascista.

Italicus

Strane storie (1994), film scritto e diretto da Sandro Baldoni. Durante un viaggio in treno, una bambina chiede al padre di narrarle delle storie e l’uomo inizia a fantasticare coinvolgendo le altre persone presenti nello stesso scompartimento. Tra un racconto e l’altro, il treno prosegue la sua corsa fino a raggiungere una stazione abbandonata dove i passeggeri scendendo si trovano davanti al vagone dell’Italicus, distrutto da una bomba il 4 agosto 1974.

4 agosto ’74, la strage dimenticata (2011) di Alessandro Quadretti e Domenico Guzzo. Documentario sulla strage dell’Italicus.

 

La strage di Bologna

Per non dimenticare (1991), di Massimo Martelli. Racconta una serie di microstorie avvenute alla stazione di Bologna durante l’ora immediatamente precedente all’esplosione della bomba. In questo caso è stata preferita la ricostruzione della quotidianità, dare cioè il senso di come l’ordigno abbia colpito persone comuni, che erano in stazione per i motivi più diversi, piuttosto che soffermarsi su motivazioni e colpevolezze.

Da zero a dieci (2002) di Luciano Ligabue. Il film ruota attorno alla storia di alcuni amici e alla loro voglia di trascorrere insieme un fine settimana vent’anni dopo quello drammaticamente interrotto dalla morte, causata dallo scoppio della bomba, di uno del gruppo. Non vi è quindi analisi o racconto vero e proprio della strage, ma quell’evento è ricordato come un trauma, una ferita non rimarginata.

Niente paura (2010), di Piergiorgio Gay, è un documentario in cui Luciano Ligabue, narratore, ripercorre alcuni dei principali avvenimenti italiani degli ultimi trent’anni, anche attraverso immagini di repertorio (dalla strage alla stazione di Bologna alla caduta del Muro di Berlino, dall’uccisione di Falcone e Borsellino alla lotta contro le mafie, dalla vittoria italiana ai mondiali di calcio del 1982 e del 2006 al G8).

Romanzo criminale (2005) di Michele Placido. Tratto da Romanzo criminale scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo. La vicenda narra la storia della Banda della Magliana, quella che è considerata la più potente organizzazione criminale che abbia mai operato a Roma, cui vennero attribuiti legami con diversi tipi di organizzazioni quali Cosa nostra, Camorra e ‘Ndrangheta, ma anche con esponenti del mondo della politica come Licio Gelli e Loggia P2, nonché estrema destra eversiva e servizi segreti. Lascia stupiti in questo film la rappresentazione della strage di Bologna: in esso, infatti, la parte della stazione colpita dall’esplosione appare essere l’ala est, quando come è ben noto la bomba fu posta nell’altra, quella ovest.

Uno studente di nome Alessandro (2011) di Enzo De Camillis. Documentario solo parzialmente legato alla vicenda di Bologna, visto che narra di un giovane ucciso da Francesca Mambro, fra i fondatori dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

Un solo errore (2012). Documentario in cui si racconta la strage, le indagini, la reazione della città attraverso interviste ai protagonisti.

 

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