I soccorsi (4 agosto 1974)

Nei momenti immediatamente successivi la strage, la stazione si era trasformata in uno scenario tanto drammatico che i vigili del fuoco lì giunti affermarono di non aver mai assistito a tanto orrore.

Mettetevi in salvo, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. ‘Vieni via da lì’, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo.

Il ferrsilveroviere a cui si fa riferimento nella testimonianza era Silver Sirotti  che rimase ucciso proprio mentre, utilizzando l’estintore in dotazione del treno, cercava di salvare le persone coinvolte dall’incendio.
Il 7 agosto i deputati Flamigni e Ascari Raccagni presentarono una interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri (risposta annunciata nella seduta del 1-7-1975, pag. 5105) perché venisse concessa al giovane ferroviere la massima onorificenza al valor civile e, nel 1975, fu in effetti decorato, alla memoria, con la medaglia d’oro al valor civile . Ora una lapide lo ricorda nella stazione centrale di Bologna e nella sua città.

Il forlivese Sirotti non aveva ancora 25 anni ed era stato assunto in ferrovia da soli dieci mesi.

Di lui racconta il fratello Franco franco

 

 

 

I passeggeri superstiti, allontanatisi dal treno per timore di altre esplosioni, cercarono rifugio all’interno della stazione, nelle case e nei campi; mentre i ferrovieri, il capostazione, le forze dell’ordine si impegnarono per portare assistenza facendo raccogliere i feriti in sala d’aspetto, chiamando i medici della zona e allertando le città vicine. In effetti i soccorsi arrivarono velocemente da Firenze e da Bologna e i feriti vennero avviati agli ospedali bolognesi Maggiore e Rizzoli, secondo i primi dati forniti dal Viminale.

Sul posto venivano tempestivamente inviate squadre di vigili del fuoco di Bologna e Firenze, numerose ambulanze, reparti di guardie di pubblica sicurezza e di militari dell’arma dei carabinieri, la cui opera di soccorso consentiva il sollecito trasporto a Bologna di 42 feriti, di cui 39 ricoverati all’ospedale Maggiore e 3 all’Istituto Rizzoli. Di questi, 19 sono stati dimessi dopo aver ricevuto le opportune cure, mentre gli altri 23 sono rimasti ricoverati con prognosi variabili tra i 10 e 40 giorni. Una persona versa in preoccupanti condizioni per ustioni gravi ed è trattenuta in sala di rianimazione.

4 agosto 1974. Vigili del Fuoco, ferrovieri e volontari estraggono i feriti e le vittime dalle lamiere del vagone distrutto (Archivio Studio FN Paolo Ferrari)

4 agosto 1974. Vigili del Fuoco, ferrovieri e volontari estraggono i feriti e le vittime dalle lamiere del vagone distrutto (Archivio Studio FN Paolo Ferrari)

4 agosto 1974. Vigili del Fuoco, ferrovieri e volontari estraggono i feriti e le vittime dalle lamiere del vagone distrutto (Archivio Studio FN Paolo Ferrari)

4 agosto 1974. Vigili del Fuoco, ferrovieri e volontari estraggono i feriti e le vittime dalle lamiere del vagone distrutto (Archivio Studio FN Paolo Ferrari)

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